Il Brest è la nuova sensazione della Ligue 1

Nel panorama calcistico francese, il Brest si è affermato come una delle sorprese più piacevoli della stagione di Ligue 1 fino a questo momento. Guidata da Eric Roy, 56enne alla seconda esperienza da allenatore della sua carriera, la piccola squadra dell’estremo ovest francese sta decisamente superando ogni aspettativa. Con un gioco pragmatico, una squadra affiatata e una serie di risultati positivi abbastanza inaspettati, tra cui un ottimo 2-2 al Parc del Princes a fine gennaio, il club bretone si trova in seconda posizione.

Eric Roy, sulla panchina del Brest da gennaio 2023

 

Storia di provincia

La storia del Brest non è esattamente piena di sussulti. Classico club di provincia, nasce nel 1950 ed esordisce in Ligue 1 nel 1979 senza mai riportare risultati di grande livello.

Il momento di massimo splendore è arrivato negli anni ’80, un decennio speso quasi interamente nella massima serie: l’ottavo posto del 1987, la semifinale di Coppa di Lega del 1984 ed il quarto di finale di Coppa di Francia nel 1983 (quest’ultimo eguagliato nel 2015) rimangono i migliori risultati mai ottenuti dal club della Bretagna, in un’epoca in cui la denominazione era Brest Armorique, per dare maggior connotazione alla territorialità del club.

Nonostante la presenza di alcuni grandi talenti del calcio francese provenienti dal proprio vivaio, come David Ginola, Vincent Guérin, Paul Le Guen, Stephan Guivarc’h, Corentin Martins e Patrick Colleter, il club non solo non riesce mai a raggiungere l’Europa ma, addirittura, neanche a salvarsi economicamente. Troppo grande il debito, che nel 1991 costringe la presidenza ad alzare bandiera bianca e a dichiarare il fallimento, dovendo ripartire da zero.

E così lo Stade Brestois riparte dai dilettanti, tornando a conoscere la gioia della Ligue 1 solo nel 2010, a distanza di 19 anni dall’ultima volta. Tre stagioni in Ligue 1, la retrocessione nel 2013 e la risalita nel 2019. Da allora il club non è più sceso e la svolta è arrivata a gennaio 2023 quando, per evitare la retrocessione, è arrivato Eric Roy.

Un giovane Ginola ai tempi della sua militanza nel club bretone

 

Idee da Premier

Fin dall’approdo del nuovo tecnico e in particolare con l’inizio della stagione 2023-2024, il Brest ha messo in mostra un gioco atipico per la Ligue 1. Il credo tattico di Roy si fonda su concetti più comuni alla Premier League che al calcio francese, con uno sviluppo incentrato principalmente sulla palla lunga e la ricerca del cross.

Secondo i dati di Soccerment, pur a fronte di un possesso palla di poco superiore alla media del campionato, nella stagione in corso il Brest gioca 73,45 palle lunghe a partita e va al cross 24,50 volte, ben oltre le medie nazionali che sono rispettivamente 50,77 e 17,25.

La ricerca di questa modalità di gioco risulta proficua e performante: ancorché non domini il gioco, la squadra bretone ha totalizzato circa 7 punti in più di quelli attesi, un’overperformance migliore anche di quella della capolista PSG.

Il roboante 4-0 al Lorient, con poker di Doumbia. Nella fase iniziale si nota l’importanza dello sviluppo sulle fasce

 

Solidità difensiva

Uno degli aspetti chiave del rendimento eccellente dello Stade Brestois è la sua solida difesa. Il reparto, guidato dalle prestazioni del portiere olandese Bizot e dal capitano Brendan Chardonnet, sta decisamente contribuendo a questa inaspettata stagione di vertice. Les Pirates concedono pochissimo agli avversari: 18 reti subite in 22 partite, una media inferiore al gol ogni 90 minuti che ha generato anche 10 clean sheet.

L’andamento del Brest, tuttavia, non può essere spiegato senza sottolineare l’importanza del centrocampo. Il terzetto composto da Magnetti, Lees-Melou e Camara ha trovato una chimica perfetta: Bravissimi a dare copertura alla linea difensiva, sono molto abili nel giocare velocemente e lungo appena riconquistata palla per innescare gli attaccanti. Lo scotto da pagare è la scarsa presenza offensiva dei tre centrocampisti titolari, che hanno messo insieme 7 goal e 3 assist fino ad ora.

Il grande lavoro effettuato, tuttavia, pur non trovando posto nei tabellini, è cruciale per la produzione offensiva della squadra di Roy, risultando alla base dello sviluppo fondato sui lanci lunghi ed originando la grande quantità di cross che il Brest produce.

Il capitano Lees-Melou in fase di intercetto

 

Attacco piratesco

L’attacco dello Stade Brestois ha trovato la porta 30 volte fino ad ora, risultando il quarto attacco del campionato pur non godendo di un particolare dominio territoriale. Nonostante il non esaltante 55,27% di field tilt, dovuto alla grande e repentina verticalità ricercata dai ragazzi di Eric Roy, i pirati bretoni generano in media 1,39 npxG segnando 1,41 goal di media a gara.

La linfa vitale di questo attacco è senza dubbio il sinistro di Romain Del Castillo, il capocannoniere di questa cooperativa del gol. 5 goal e 5 assist fino a qui, il mancino di Lione è il miglior dribblatore della seconda squadra del campionato per dribbling a partita nonché un top assoluto del campionato per quanto riguarda la pericolosità dei passaggi. Del Castillo si trova infatti nella fascia top 8% della Ligue 1 sia per Expected Assists che per Expected Threat da passaggio.

Il suo dirimpettaio e compagno di scorribande è Mathias Pereira Lage, esterno sinistro portoghese con la tecnica tipica del fenotipo che ci ha regalato una splendida Madjer (così è chiamato il colpo di tacco vincente in Francia, chiaro omaggio al “tacco di Allah” del grande Rabah Madjer) nel finale della sfida col Paris Saint Germain e che fino a qui ha messo a segno 3 goal.

Nel ruolo di centravanti si alternano Martin Satriano e Steve Mounié, non esattamente bomber di razza ma estremamente utili al calcio di Roy. Se è vero che fino ad ora non hanno trovato la rete con particolare continuità, non può essere trascurabile il lavoro svolto in fase di ricezione e pulizia delle palle lunghe.

 

Gruppo umile che sa sognare

Oltre alle performance individuali in campo che vanno in copertina c’è il grande lavoro di Eric Roy e del direttore sportivo Grégory Lorenzi. Il mercato estivo si è concluso con un saldo positivo grazie alla cessione di Honorat, il cui incasso è stato reinvestito per metà nei cartellini di Camara e Locko, ai quali si sono aggiunti molti parametri zero e prestiti.

Il gruppo è stato costruito con un occhio al bilancio, memori del disastro finanziario del 1991 e dei problemi del 2013, che hanno determinato, oltre alla retrocessione, anche dissidi tra presidenza e proprietà, culminati con lotte intestine e ripicche fondate su differenze di vedute a livello economico.

Oggi il Brest è una squadra umile e coesa, in cui l’orientamento tattico dell’allenatore incide in maniera rilevante. Una cooperativa del gol con talento, idee e poche primedonne che rispetta i principi del Moneyball, risultando credibile in campo e sostenibile per la proprietà.

I risultati danno ragione alla strategia di Lorenzi ma gran parte del merito è di Eric Roy. L’allenatore dei bretoni, prima di approdare nell’estremo ovest, aveva allenato nel 2011 il Nizza, squadra alla quale ha legato parte della sua carriera da calciatore prima di intraprendere la carriera di direttore sportivo. L’intuizione di Lorenzi è stata felice e, come rivelano i due protagonisti, il segreto del Brest è il passato da ds di Roy.

Avendo fatto il lavoro di Grégory ho una migliore comprensione di tutti gli aspetti del suo lavoro e questo comporta minori conflitti e tensioni latenti” ha detto l’allenatore, commentando la riuscita di questo inusuale esperimento. Gli ha fatto eco Lorenzi dicendo “Grazie alla sua esperienza, ha una visione globale che gli permette di assimilare meglio le cose. Lavoriamo nella stessa direzione anche se a volte possiamo avere visioni diverse”.

 

Un girone per fare la storia

A sedici giornate della fine, i bretoni hanno motivo di sognare. A fine stagione potrebbero davvero festeggiare la prima qualificazione europea della propria storia e, chissà, magari potrebbero farlo dalla dorata porta principale della Champions League.

Pur essendo ormai consistente la distanza dalla vetta, il secondo posto è alla portata e le prossime partite diranno molto sulle ambizioni della banda di Roy. 

 


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