Il dodgeball è uno sport serio

Sono passati venti anni da quando, nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, ha spopolato una commedia dedicata ad uno sport curioso e divertente ma ancora poco noto nel nostro paese. Stiamo parlando di “Dodgeball – Palle al Balzo (titolo originale, “Dodgeball: a True Underdog Story”), un racconto a tratti grottesco su un torneo disputato a Las Vegas che metteva in palio un ricco montepremi, ambito da una piccola e familiare palestra, la Average Joe (tradotto in italiano con “Pinco Pallino Joe”), per salvarsi dal fallimento e dall’acquisizione coatta da parte di una più quotata struttura chiamata Globo Gym.

La storia dell’interesse nel rilevare la piccola palestra e del conseguente torneo affonda le proprie radici su una rivalità personale, quella tra Peter LaFleur, simpatico ma poco accorto titolare della Average Joe interpretato da Vince Vaughn, e White Goodman, egocentrico proprietario della Globo Jim impersonato da Ben Stiller. Alzi la mano chi, vedendo questo film, non ha mai sognato di vedere una partita di dodgeball a livello competitivo o, addirittura, di poterlo giocare. D’altronde, come si evidenzia all’inizio della pellicola, è “uno sport per tutti”. Ebbene, sappiate che il dodgeball è uno sport vero ed anche piuttosto popolare in alcune parti del mondo. E dopo il successo cinematografico del 2004 anche l’Italia ha creato un proprio movimento.

 

Schiva, piega, scansa, tuffati e schiva

Tra i mantra del santone Patches O’Houlihan, allenatore della Average Joe e campione di dodgeball interpretato dal compianto Rip Torn, l’unico ripetibile ed eticamente sostenibile è questo: schiva, piega, scansa, tuffati e schiva. Cinque parole che riassumono l’importanza della schivata e delle mosse ad essa finalizzate. Il dodgeball, infatti, si presenta in due diverse varianti, con regolamenti differenziati: Foam e Cloth. Il tratto comune è rappresentato dalle possibili azioni effettuabili in partita: il tiro (unica azione offensiva), la bloccata, ossia la respinta di un tiro grazie ad uno dei palloni, la presa, consistente nel trattenere tra le proprie braccia il tiro dell’avversario, eliminando quest’ultimo e facendo rientrare in gioco un compagno precedentemente eliminato, e la schivata, effettuabile con l’agilità definita dalle azioni di cui al motto di Patches.

Ferma restando l’importanza di tiri potenti e veloci, sottolineata anche da un giovane Patches in un poco educativo messaggio ad un bambino (“ricordati che il dodgeball è uno sport di violenza, esclusione e degradazione, quindi quando scegli i giocatori nella classe di ginnastica ricordati di scegliere i ragazzi più grossi e più forti per la tua squadra, così potete mettervi tutti insieme contro i più deboli”), è la difesa la chiave di questo sport. Sono le abilità nella bloccata e nella schivata, infatti, a determinare le percentuali di successo di una squadra, soprattutto nel Regolamento Foam.

Il video in lingua originale con cui Patches O’Houlihan spiega le regole del dodgeball

 

Regolamento

Ma quali sono le differenze tra i due regolamenti vigenti? Il Foam è quello più diffuso ed utilizzato fin dall’inizio delle competizioni internazionali: il suo nome discende dall’utilizzo di palloni composti da una spugna schiumosa che causa meno dolore all’impatto, anche a causa di una valvola autorigonfiante che sgonfia la sfera e ne attutisce la violenza nell’impatto contro gli ostacoli. Il campo da gioco, lungo 17 metri e largo 8, è diviso in due metà, ciascuna delle quali occupate da sei giocatori per squadra che al fischio d’inizio corrono a recuperare i sei palloni in gioco, equamente divisi in tre per squadra.

Ogni giocatore deve restare nella propria metà campo senza calpestare la linea mediana, pena l’eliminazione. Il match si compone di due tempi da 20 minuti ciascuno, a loro volta divisi in set. Nel Foam il set non ha una durata precisa, termina una volta che tutti i giocatori di una squadra vengono eliminati. In tal caso è prevista l’assegnazione di un punto alla squadra vincitrice. L’ultimo set, disputato alla fine dei due tempi, è denominato no blocking. Qui non è ammessa la bloccata e la protezione con il pallone determina l’eliminazione del difensore. Se un match ad eliminazione diretta si chiude in parità viene disputato un set supplementare di 3 minuti, finalizzato a decretare il necessario vincitore del match. L’incontro si conclude solo se una delle due squadre vede eliminati tutti i propri giocatori: in caso contrario, anche qualora rimanesse un unico giocatore in campo, occorrerebbe un ulteriore set supplementare in modalità no blocking e senza limiti di durata, alla conclusione del quale vincerebbe la squadra con giocatori superstiti sul campo. Fino al 2022, la WDF (World Dodgeball Federation) ha utilizzato solo il Regolamento Foam per i campionati mondiali.

Finale maschile di Foam ai mondiali del 2022

 

Il Regolamento Cloth, invece, è usato principalmente in Europa e prende il nome dal fatto che i palloni utilizzati sono di cuoio, simili a quelli da volley. Rispetto al Foam è da segnalare l’esistenza di una zona centrale “comune” del campo, nella quale possono coesistere giocatori di entrambe le squadre, purché non si tocchino. Inoltre i palloni in gioco sono solo cinque e non esiste il set no blocking. Altra differenza sta nel fatto che, fermi restando i due tempi di 20 minuti, i set possono avere durata massima di 3 minuti cadauno, al termine dei quali vincerà (e prenderà 2 punti) la squadra che avrà eliminato più giocatori dell’altra, mentre, in caso, di pareggio, le squadre riceveranno 1 punto a testa.

In caso di parità al termine di un match ad eliminazione diretta, è previsto un set supplementare di 3 minuti. Vince la squadra che allo scadere del tempo ha più giocatori in campo o ha eliminato tutti gli avversari. Nel caso in cui le squadre abbiano in campo lo stesso numero di giocatori al termine del tempo di gioco, il match continuerà con il meccanismo della sudden death, terminando alla prima eliminazione. A partire dal mondiale disputato a Edmonton nel 2022, anche il Cloth è diventato specialità iridata. Ciò evidenzia la crescita del dodgeball in Europa, tanto che proprio grazie a questa disciplina sono arrivate le prime storiche medaglie nel Dodgeball World Championship per i paesi del Vecchio Continente.

Finale tutta europea per il Cloth ad Edmonton 2022

 

Eliminazioni e punteggi

Niente giurati alla Chuck Norris o spettatori celebri alla Lance Armstrong prima di cadere in disgrazia, niente “dodgeball da strada” o lanci di chiavi inglesi. Questo sport è fatto di regole semplici, su tutte quella del punteggio: a decidere i match sono le eliminazioni.

Le eliminazioni di gioco sono, principalmente, di quattro tipi. Ovviamente, vale la pena partire dalla modalità più classica: un giocatore deve lasciare il match quando il tiro avversario lo colpisce in maniera diretta al di sotto della linea delle spalle, senza che la palla rimbalzi a terra prima dell’impatto. L’altra modalità è vincolata all’azione della presa: il difensore che prende al volo il tiro dell’avversario determina l’eliminazione del tiratore e rimette in gioco un proprio compagno precedentemente eliminato. Infine sono causa di eliminazione l’uscita dal rettangolo di gioco a partita in corso e l’effettuazione di un tiro non valido, ossia terminato ad oltre un metro dall’avversario o che colpisca l’avversario al volto.

Vi sono, inoltre, due ulteriori cause legate a motivi di antisportività, a carico di giocatori della squadra in vantaggio numerico: in particolare, un giocatore viene escluso in caso di temporeggiamento senza tiri per oltre cinque secondi o quando, pur essendo il più vicino ad una palla vagante nella propria metà campo, volontariamente non la raccolga. I giocatori eliminati devono lasciare la palla dov’è e in nessun modo possono toccarla o riportarla in campo, compito dedicato ad appositi giudici di linea denominati retrievers.

Chiarite le regole, ne deriva una conseguenza praticamente scontata: dove ci sono sport e regole, c’è competizione.

Il difensore tenta di fronteggiare il tiro ricevuto con la palla in posizione di bloccata

 

L’episodio di Helsinki del 1919

Ma prima è doveroso fare una precisazione con riferimento ad una citazione del film, tra le più famose e, soprattutto, avvolte nel mistero. È in corso la finalissima del torneo tra Average Joe e Globo Gym, le due squadre sono rimaste con i soli capitani in campo quando, approfittando della distrazione di Peter LaFleur, White Goodman lo colpisce, eliminandolo. La review, tuttavia, mostra un’infrazione di campo di Goodman e l’arbitro decide: doppia eliminazione e “lancio mortale”, secondo la Continuation Rule 113-D della ADAA (realmente esistente).

Il cronista di ESPN 8, Cotton McKnight, commenta l’evento con una frase apparentemente misteriosa:

Un’eliminazione da doppio fallo in una finale non capita dall’episodio di Helsinki del 1919. E penso che tutti ci ricordiamo com’è andata a finire!

Sebbene non si faccia riferimento al dodgeball e allo sport, sappiate che la citazione è fondata su un fatto realmente accaduto, una perla di black humor da parte degli sceneggiatori. L’episodio risale alla guerra civile finlandese iniziata nel 1918: una detenuta sull’isola-carcere di Suomenlinna, la mungitrice Oona Maarit Lohtander, apprese che il fidanzato Jarno Enestam era stato ucciso da una guardia durante la prigionia, senza apparenti motivazioni. Venuta a conoscenza della tremenda notizia, Oona giurò solennemente che avrebbe ottenuto la sua vendetta e per farlo ideò un piano apparentemente ben congegnato per assassinare la guardia colpevole di aver ucciso il suo Jarno. Il complice sarebbe stato il fratello, anch’egli detenuto a Suomenlinna: l’escamotage prevedeva che Oona seducesse la guardia, invitandola all’interno della stanza del dormitorio da lei occupato per fare sesso. Una volta nella stanza, sarebbe arrivato il fratello, che approfittando del fatto che la guardia fosse nuda e quindi disarmata, l’avrebbe strangolata.

Nel buio della notte, attirato dai gemiti, il fratello di Oona entrò nella cella e completò l’esecuzione, salvo scoprire di essersi sbagliato: era entrato nella cella sbagliata ed aveva ucciso una donna che stava provando a partorire in silenzio. Da qui discende l’utilizzo dell’espressione “a double-fault final-play elimination”, tradotta come sopra e letteralmente “eliminazione finale con doppio errore. Com’è andata a finire? Oona e il fratello sono stati giustiziati.

La frase su Helsinki, anch’essa in lingua originale

 

Dodgeball World Championship

All’inizio del torneo di Las Vegas, tema centrale di “Dodgeball – Palle al Balzo”, il commentatore de “La Ocho” Cotton McKnight definisce l’evento come “più importante dei Mondiali di calcio, di atletica leggera e della Seconda Guerra Mondiale messi insieme”. Ok, forse ha un po’ esagerato. Ma solo perché ne esiste uno ancora più importante, il Dodgeball World Championship. Organizzata dalla WDF (World Dodgeball Federation), la competizione ha origini ben più recenti rispetto all’episodio di Helsinki del 1919: la prima edizione, infatti, si è disputata nel 2012 a Kuala Lumpur, in Malesia.

Fino al 2019, ultima edizione prima della pandemia da Covid, il Dodgeball World Championship si è disputato con cadenza annuale e gli USA sono stati il solo Paese ad ospitarlo due volte: le uniche medaglie assegnate facevano riferimento alle discipline Foam maschile e femminile. Gli Stati Uniti hanno dominato il torneo femminile, finendo sempre sul podio con quattro ori in otto edizioni, cui va aggiunto anche il successo nella prima arrivato grazie ad una selezione mista di atlete statunitensi e canadesi. Nella competizione maschile è stato il Canada a fare la parte del leone, anche in questo caso finendo sempre sul podio e portando a casa tre titoli iridati.

Dopo il Covid, il Mondiale è tornato in Canada, ad Edmonton, dove si è disputata l’edizione del 2022, ad oggi l’ultima kermesse iridata. Per la prima volta sono state disputate non due ma ben sei competizioni: maschile, femminile e misto sia nel Foam che nel neo-arrivato Cloth. I ruoli nel Foam si sono invertiti: USA fuori dal podio femminile e oro al Canada sia nel femminile che nel misto, con la competizione maschile vinta dalla Malesia, che con il terzo alloro raggiunge il paese della foglia d’acero in cima alla graduatoria dei paesi più titolati.

La Malesia festeggia l’oro ad Edmonton

 

Dodgeball in Europa ed in Italia

Ma è grazie al Cloth che il mondo del dodgeball ha finalmente scoperto l’Europa: oro e argento sono stati appannaggio dei due paesi più forti in questo sport, ossia la Gran Bretagna (oro maschile) e l’Austria (oro femminile e misto). Proprio il Paese alpino avrà l’onore di essere il primo Stato europeo ad ospitare la rassegna iridata nel 2024, per la precisione dall’11 al 17 agosto nella città di Graz.

Nel 2023, inoltre, si è disputato un tiratissimo Europeo organizzato dalla federazione croata ad Osijek: se Inghilterra e Austria hanno confermato il loro predominio, vincendo l’oro rispettivamente nel femminile e nel misto, la competizione maschile ha portato alla luce una serpe in seno alla Corona di Sant’Edoardo: ad imporsi infatti è stata l’Irlanda del Nord, con l’Inghilterra solo terza. Dal 2010 al 2023, con la sola eccezione dei due anni di stop per il Covid, gli Europei si sono giocati con periodicità annuale e con un numero sempre crescente di nazioni e selezioni coinvolte. Nella prima edizione (e, eccezionalmente, anche nel 2014) si è giocato solo il torneo maschile, quello femminile è stato introdotto nel 2011 mentre quello misto si disputa solo dal 2015.

Dalla prossima edizione la EDF (European Dodgeball Federation) dovrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, rispettare un’alternanza con la WDF. E così, mentre il 2024 sarà l’anno dei Mondiali, il 2025 sarà quello degli Europei, che si disputeranno a Limerick, in Irlanda, tra il 26 ed il 29 giugno.

I Northern Ireland Knights festeggiano il titolo europeo ad Osijek

 

Anche l’Italia ha una sua federazione di dodgeball e una storia di discreto prestigio. L’AIDB (Associazione Italiana Dodgeball) ha organizzato gli Europei in due occasioni, nel 2012 a Cesenatico e nel 2018 a Lignano Sabbiadoro. Esiste, ovviamente, anche un campionato nazionale, nato grazie alla federazione CSI Ravenna, città in cui ha sede la AIDB. E proprio Ravenna ospita gli Shamrock, campioni 2023 nelle Final Four di Faenza sia nel torneo nazionale maschile, con un successo in finale per 18-8 sui Venetica Lions, che in quello Under 16, anche in questo caso sconfiggendo la stessa squadra (denominata New Lions a livello giovanile) per 14-8.

Un dominio romagnolo certificato anche dal successo femminile del Dodgeball Club Valkyrie di Lugo, incredibilmente ancora a discapito delle Venetica Lady Lions: le ragazze di Orsago sono cadute col punteggio di 16-8. Per quanto concerne le competizioni internazionali, la Nazionale femminile ha dato più soddisfazioni di quella maschile a livello continentale, arrivando persino a laurearsi campione d’Europa a Belfast nel 2015. Il miglior piazzamento maschile nella kermesse continentale è stato l’argento a Cesenatico nel 2012, mentre nel misto, dove la presenza di elementi della squadra femminile ha garantito un livello medio-alto, dopo l’argento di Parigi nel 2016 è arrivato un calo nelle prestazioni. Agli ultimi Europei sono arrivati il bronzo femminile e la delusione negli altri due tornei (sesto posto maschile e settimo misto).

A livello iridato, i Gladiators, soprannome degli azzurri, hanno raggiunto il loro massimo risultato storico ai Mondiali di Edmonton del 2022, dovendosi arrendere in tutti e tre i tornei ai quarti di finale. Ma il movimento sembra in crescita e chissà che l’aria di casa non troppo distante da Graz non possa portare gradite sorprese.

Le nostre Gladiatrici, bronzo europeo a Osijek nel 2023

 


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catenaccio

Di Manuel Fanciulli

Laureato in giurisprudenza e padre di due bambini, scrivo di sport, di coppe e racconto storie hipster. Cerco le risposte alle grandi domande della vita nei viaggi e nei giovedì di Conference League.