La CONIFA World Cup è una cosa grande

Nel 2024 ci attende una grande estate sportiva: le Olimpiadi, gli Europei, la Copa America, i Mondiali.

Ok, il dubbio di un errore potrebbe essere legittimo, non dovrebbe essere l’anno dei Mondiali. Ma noi siamo per le competizioni alternative, quelle che fatichi a trovare sull’atlante del calcio mondiale e, in questo caso specifico, anche sull’atlante geografico. E per questo motivo siamo pronti per un grande evento: la CONIFA World Cup, il “Mondiale degli altri”.

Il logo scelto per la CONIFA World Cup 2024

 

Che cos’è la CONIFA

Andiamo per gradi. La CONIFA, acronimo per Confederation of Indipendent Football Associations, nasce dieci anni fa per riunire le cosiddette “nazionali non riconosciute”. Tra gli iscritti alla CONIFA, ad oggi composta da 62 nazionali non tutte attive negli eventi federali, è possibile trovare un’ampia gamma di culture ma anche di situazioni politiche.

Ne fanno parte Stati e territori geograficamente e politicamente riconosciuti ma senza una nazionale riconosciuta dalla FIFA né dalle federazioni continentali (ad esempio Monaco o Groenlandia), altri Stati la cui nazionale di calcio non è membro della FIFA ma solo della federazione continentale (come Kiribati o Tuvalu, membri OFC).

Ci sono regioni riconosciute come tali ma non come Stati (ad esempio Isola di Pasqua, Sahara Occidentale, Lapponia, Kurdistan o Hawaii, quest’ultima curiosamente affiliata come nazionale oceanica e non nordamericana). Ed anche altre zone interne che ambirebbero allo status di Stati indipendenti, non riconoscendo l’autorità dell’entità geografica e politica che li ospita, come Cipro del Nord. Infine, ci sono semplici agglomerati regionali o storici che si ritrovano uniti dalla passione e dalla voglia di far parte di questa federazione senza particolari questioni di natura politica.

La federazione disciplina cinque competizioni ufficiali di calcio maschile (Coppa del Mondo e trofeo continentale in Europa, Africa, Asia e Sudamerica), due competizioni di calcio femminile (Coppa del Mondo e Coppa dell’Amicizia) e addirittura tre competizioni nazionali per club.

Tali campionati nazionali sono l’Angutit Inersimasut, il campionato nazionale della Groenlandia, la KTFF Super Lig, ossia il campionato nazionale interno della Repubblica di Cipro del Nord ed un campionato messicano alternativo alla Liga MX e denominato Liga de Balompiè Mexicano.

Ma questo mondo meraviglioso non è stato creato dalla CONIFA.

Un affascinante video sulle gesta di John Okoye Ebuka, autentica leggenda della KTFF Super Lig, il campionato organizzato dalla CONIFA in Cipro del Nord

 

In principio era la VIVA World Cup

La storia del Mondiale per le nazionali non riconosciute si è interrotta nel 2018, dal momento che il Covid ha determinato la cancellazione dell’edizione 2020, originariamente organizzata dalla Macedonia del Nord, nonché delle successive qualificazioni per l’edizione del 2022.

Quella del 2024 sarà la quarta edizione della CONIFA World Cup ma esiste un pregresso. È la VIVA World Cup, organizzata dalla NF-Board, di fatto non più attiva dal 2013.

La prima edizione della VIVA World Cup si è tenuta in Occitania nel 2006. Vi erano iscritte sole quattro nazionali ma una di esse, il Camerun Meridionale, ha rinunciato alla partecipazione. Al termine di un girone a quattro squadre, cui di fatto hanno partecipato in tre, si è disputata una finale a dir poco squilibrata, nella quale la Lapponia si è laureata campionessa del mondo VIVA sconfiggendo Monaco con un roboante 21-1 e con undici marcatori diversi in finale.

Da quel momento, la VIVA World Cup ha avuto una padrona indiscussa, la Padania. La nazionale, che ha avuto in rosa anche ex calciatori professionisti, ha vinto tre edizioni consecutive, nel 2008, 2009 (organizzata proprio dalla Padania) e 2010, collezionando 13 vittorie in 13 incontri, salvo rinunciare alla partecipazione alla VIVA World Cup del 2012, tenutasi in Kurdistan.

L’edizione del 2012 è stata l’ultima sotto l’egida della NF-Board ed è stata vinta proprio dal Kurdistan, già finalista nel 2009 e 2010.

Nel corso delle cinque edizioni, quattro volte il paese ospitante ha piazzato la propria nazionale sul podio (terzo posto per l’Occitania nel 2006 e la Lapponia nel 2008, successo finale per la Padania nel 2009 ed il Kurdistan nel 2012). Unica eccezione l’edizione 2010, in cui Gozo è arrivata quinta.

La nazionale della Padania, guidata da capitan Alessandro Dal Canto, che ha messo a segno il three-peat nel 2010

 

Il ribaltone CONIFA

La nascita della CONIFA ha cambiato la struttura della competizione ed anche la geografia del calcio delle nazionali non riconosciute.

Basti pensare che la Padania, dominatrice dell’epoca precedente, ha ricostruito la propria federazione e la propria organizzazione interna, andando a ridimensionare radicalmente la propria competitività.

La CONIFA World Cup, prima della pandemia Covid, era organizzata ogni due anni. Le prime due edizioni, tenutesi nel 2014 e nel 2016, prevedevano la partecipazione di dodici nazionali: nella prima edizione si è scelto un format promozionale della nuova federazione, con un torneo ad inviti organizzato dalla Lapponia. Tutti i match si sono disputati alla Jämtkraft Arena di Östersund.

Dopo quattro gironi da tre squadre, di cui due qualificate alla fase ad eliminazione diretta, il successo è andato alla Contea di Nizza, trascinata dall’attaccante Malik Tchokounté, all’epoca al Dunkerque e da anni bomber di categoria in Ligue 2. Dopo aver eliminato Padania e Ossezia del Sud, in finale la Contea di Nizza ha piegato ai rigori Ellan Vannin, la nazionale dell’Isola di Man, laureandosi prima campionessa della CONIFA World Cup.

Il capocannoniere è stato Artur Yelbayev, attaccante dell’Ossezia del Sud e già miglior marcatore della Coppa di Russia nel 2012, che ha realizzato tutti i nove gol nel girone, otto dei quali contro la difesa colabrodo del Darfur, capace di chiudere la sua partecipazione con 39 gol subiti in due partite.

Dalla seconda edizione è stato istituito un procedimento di qualificazione diversificato tra i vari continenti, proprio come accade per la FIFA. La competizione, tenuta in Abkhazia, è stata vinta dai padroni di casa, anche stavolta ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari contro il Panjab, trascinato da Amar Purewal, capocannoniere con 7 gol, compreso quello del momentaneo vantaggio in finale.

La Contea di Nizza festeggia: è la prima campionessa del mondo CONIFA

 

Dal 2018 nel segno dell’abbondanza

Il successo della competizione ha determinato, nel 2018, un ampliamento della macchina organizzativa. Il paese organizzatore, la nazionale africana di Barawa, si è avvalso delle strutture di Londra, Essex e Berkshire per un torneo aperto a 16 nazionali, con quattro gironi da quattro squadre e ben dieci stadi in cui disputare le partite.

Per la terza volta in tre edizioni sono serviti i calci di rigore per determinare la vincitrice della competizione. A spuntarla è stata la Transcarpazia, che ha piegato le resistenze di Cipro del Nord in una lotteria costellata da errori.

In controtendenza è andata, invece, la finale per il terzo e quarto posto, anch’essa conclusa ai calci di rigore con il ritorno sul podio della Padania ma con una sola mancata realizzazione, costata il gradino più basso alla Terra dei Siculi. Nazionale che, a dispetto del nome, non ha nulla a che fare con la Sicilia, trattandosi di una regione della Romania abitata dai cosiddetti Siculi di Transilvania, una minoranza etnica di origine ungherese.

Come accaduto nel 2016, anche nell’ultima edizione il capocannoniere è stato un attaccante del Panjab, nello specifico Kamaljit Singh, con 6 centri.

Con la vittoria dell’edizione del 2018, la Transcarpazia ha guadagnato il visto come prima partecipante alla prossima CONIFA World Cup, alla luce della cancellazione dell’edizione programmata per il 2020.

Al Queen Elizabeth II Stadium di Enfield, la Transcarpazia trionfa nell’ultima edizione sin qui disputata

 

Sei anni dopo, il grande ritorno

Dopo sei anni, nel 2024 torneremo a gustarci questa curiosa competizione. Il paese organizzatore è il Kurdistan, seconda delle sedici qualificate al mondiale.

La competizione avrà la medesima struttura della precedente, con quattro gironi da quattro squadre che si disputeranno in tre stadi, il Duhok Stadium di Duhok, il Franso Hariri Stadium di Erbil ed il Sulaymaniyah Stadium di Slemani.

Se, in teoria, dovrebbero essere rappresentati tutti i continenti (sei posti per l’Europa, due per Asia e Sud America ed uno a testa per Africa, Oceania e Nord America), in Sud America non esiste un processo di qualificazione e la federazione non porterà alcuna rappresentante.

A giugno 2023 sono iniziati i gironi di qualificazione europei. Inizialmente le pretendenti erano dieci, divise in due gironi da due squadre (Gruppi A e D) e due gironi da tre (Gruppi B e C), ma sono arrivate le rinunce di Padania, immotivata, e Artsakh, la nazionale di Nagorno-Karabakh, in quanto nel mezzo di un conflitto bellico. Essendo quest’ultima nel Gruppo D, l’Abkhazia ha vinto il girone senza neanche giocare e si è qualificata al Mondiale.

Nei gironi con due squadre si è svolta una partita secca, che ha determinato la qualificazione per Kernow (la nazionale del Cornwall, 2-1 sulla Lapponia) e Rezia (nazionale dei Grigioni, vittoriosa addirittura 8-1 nel “derby” contro il Ticino).

Nel gruppo C, unico rimasto a tre squadre, sono passate le prime due. Ne ha fatto parte un’altra rappresentante italiana, il Regno delle Due Sicilie, che ha chiuso all’ultimo posto in un girone in cui la Terra dei Siculi ha avuto la meglio sulla Ciamuria, nazionale degli albanesi che vivono nell’Epiro.

Quella europea è stata l’unica reale competizione per accedere alla coppa.

La nazionale di Kernow premiata dopo il successo contro la Lapponia

 

L’equivoco Asia-Oceania e le qualificazioni d’ufficio

La CONIFA ha una federazione interna che unisce sotto lo stesso cappello Asia e Oceania, con ciò accorpando i due continenti in un unico processo di qualificazione per tre posti al mondiale del 2024.

Per qualificarsi alla CONIFA World Cup occorre piazzarsi sul podio della CONIFA Asia Cup. La competizione si è svolta ad agosto 2023 nella cittadina di Alcochete, in Portogallo. Per motivi economici e logistici vi hanno partecipato unicamente tre nazionali, tutte asiatiche, ragion per cui tutte le partecipanti si sono qualificate al mondiale.

Per dovere di cronaca, al termine di un girone a tre squadre e della finale destinata alle prime due classificate, a vincere la Asia Cup è stata Tamil Eelam, la nazionale del popolo Tamil che aspira alla secessione dallo Sri Lanka, vittoriosa per 3-1 su Hmong, nazionale dell’omonimo popolo del sud-est asiatico. La terza classificata asiatica è il Tibet.

Per quanto concerne Africa e Nord America, le federazioni continentali hanno selezionato la qualificata d’ufficio, scegliendo Cabilia (nazionale africana del popolo Kabile, in Algeria) e ANMB, una selezione della Liga de Balompiè Mexicano.

Gli ultimi quattro posti sono stati attribuiti mediante wild card lo scorso 7 novembre: per meriti sportivi sono state selezionate il Panjab, finalista del 2016, e l’Ossezia del Sud, semifinalista nel 2014. La terza wild card consentirà la prima partecipazione al Kashmir, mentre l’ultima partecipante merita un focus più approfondito.

Un’ampia sintesi di quanto accaduto durante la CONIFA Asia Cup 2023, giocata su un campo più indicato per il calciotto che per il calcio

 

Le “italiane” e l’uscita di scena del Regno delle Due Sicilie

Le compagini “italiane” iscritte alla CONIFA sarebbero quattro: oltre alla Padania ed al Regno delle Due Sicilie compaiono anche Sardegna, affiliata dal 2018 ed Elba, membro dal 2020.

Tuttavia, il condizionale è d’obbligo stante la teorica e polemica uscita di scena del Regno delle Due Sicilie, che lo scorso 18 ottobre ha annunciato, solo due anni dopo l’adesione, l’irrevocabile scelta di abbandonare la federazione.

Tra le altre cose, oltre a lamentare l’organizzazione della CONIFA ed il ripetuto annullamento di tornei internazionali, la dirigenza della squadra siciliana ha dichiarato che la presenza di nazionali folkloristiche e antistoriche minerebbe la credibilità dell’intero movimento, palesando un progetto futuro finalizzato a consolidare una partnership con altre nazionali non appartenenti alla CONIFA, come la Corsica, che ha organizzato un torneo per il 2024 cui potrebbero prendere parte, oltre al Regno delle Due Sicilie, anche nazionali riconosciute dalla FIFA.

Il colpo di scena è arrivato neanche tre settimane dopo quando, il 7 novembre, la CONIFA ha attribuito l’ultima wild card proprio al Regno delle Due Sicilie.

Cosa succederà adesso? La federazione raccoglierà l’invito per la prima, storica partecipazione della selezione alla CONIFA World Cup? Non resta che attendere qualche mese per scoprirlo.

Una delle formazioni schierate dalla nazionale del Regno delle Due Sicilie

 


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Di Manuel Fanciulli

Laureato in giurisprudenza e padre di due bambini, scrivo di sport, di coppe e racconto storie hipster. Cerco le risposte alle grandi domande della vita nei viaggi e nei giovedì di Conference League.