Zhegrova è un funambolo che fa la cosa giusta

A Lille, terra di confine che ormai unisce Francia e Belgio con la sua area metropolitana, di talento se ne intendono parecchio. Ancora una volta stanno forgiando un esterno offensivo di tutto rispetto: Edon Zhegrova, soprannominato in patria Messi del Kosovo. Le analogie col 10 argentino però si limitano all’utilizzo del sinistro come piede forte. La struttura fisica, infatti, è ben diversa: Zhegrova è alto 180 centimetri, è un giocatore molto tecnico con movenze a metà tra Ziyech e Taarabt ed è l’ultimo tassello di una tradizione che in nemmeno vent’anni ha visto passare dal nord della Francia esterni talentuosi, seppur diversi tra loro, come Bastos, Hazard, Gervinho, Nicolas Pépé e Leao.

Zhegrova è nato in Germania nel 1999, figlio di due albanesi scappati dalle devastazioni che sulla fine del secolo scorso hanno attraversato i Balcani in una serie di guerre civili e di secessioni durate un decennio. All’età di due anni, ormai terminato il conflitto che ha sancito la nascita del Kosovo, la sua famiglia vi è tornata, stabilendosi nella capitale Pristina. Qui Edon ha iniziato a conoscere il mondo del calcio, militando nelle selezioni giovanili del Flamurtari Prishtina e del FC Prishtina.

Ha solo 12 anni quando il Milan organizza a Pristina uno dei suoi consueti Milan Camp. Una notizia che Zhegrova apprende solo all’ultimo momento, facendosi accompagnare dal proprio allenatore al campo di allenamento. Arrivato e registratosi per ultimo, risulta il miglior giocatore della settimana e gioca a San Siro un’amichevole con una selezione di partecipanti a quel Milan Camp.

L’addio al Kosovo arriva poco più tardi: ha 16 anni quando spicca il primo salto verso il calcio che conta, trasferendosi in Belgio, nel Sint-Truiden. È il preludio al suo approdo tra i professionisti, nella Jupiler League.

 

Tra FIFA e realtà

La sua carriera da professionista inizia nel 2017 al Genk, che proprio durante l’estate di quell’anno lo preleva dal Sint-Truiden. Il 10 settembre, durante la partita contro il Gent, Zhegrova entra al minuto 80 rilevando Ruslan Malinovskyi. Basta solo un’altra partita per realizzare il primo assist, mentre a dicembre arriva il primo gol contro l’Eupen. Quel sogno, accarezzato per la prima volta durante quel Milan Camp, sta diventando realtà: Edon ora è pronto.

Dopo un anno e mezzo al Genk, nel gennaio 2019 vola in Svizzera per trovare più spazio ed imporsi con la maglia del Basilea, la squadra che ha lanciato Momo Salah e tra le cui fila molti giovani provenienti da tutto il mondo hanno iniziato a farsi conoscere. E il ragazzo nativo di Herford non è da meno: al Basilea inizia a farsi notare nonostante uno dei periodi peggiori della storia recente dei RotBlau a livello di risultati.

Nella Super League svizzera, Zhegrova si rivela un ottimo uomo assist, con cifre interessanti sia nella stagione 2020-21 (5 gol e 6 assist in 30 presenze), sia nella prima metà della stagione seguente, dove bissa il numero di 6 assist pur con la metà del tempo a disposizione, realizzando anche i suoi primi gol europei (2 reti in 4 presenze nei gironi di Conference League).  Lascia il club a gennaio 2022 con in bacheca solo una Coppa di Svizzera, fino ad oggi unico titolo vinto in carriera, per approdare a Lille. Finalmente un campionato top, che gli permette di rivelarsi al mondo.

Tutti i gol di Zhegrova al Basilea: tecnica e dribbling al servizio della squadra

 

Edon è il tipico prodotto calcistico del calcio balcanico, il classico esterno d’attacco estremamente tecnico da cui aspettarsi la giocata in ogni momento, come sta facendo, producendo spettacolo, sin dal suo approdo al Lille in questi primi due anni di Ligue 1: dribbling ubriacanti da fermo o in velocità partendo dalla fascia destra ma anche la tendenza Robben Style a rientrare sul sinistro per cercare la conclusione o la palla filtrante per David o per gli inserimenti di Yazici.  

Come nella musica di Vivaldi, nelle movenze e nei ritmi di Zhegrova c’è qualcosa di primordiale ed ipnotico, una continua variazione di frequenze che sembrano scaturire dalla trance del momento ma che sono invece ponderate, possedute e utilizzate per creare dei veri pezzi d’arte calcistica, al pari dei grandi brani del compositore italiano. Zhegrova possiede una finissima capacità di dribblare ma non è un mero giocoliere funambolico, di quelli buoni solo per i “The streets won’t forget” dei reels di Instagram o gli “Skills & Goals” di YouTube. Edon, infatti, esegue dribbling da highlights, che fanno esaltare uno stadio intero ma non per il semplice gusto del duello: lo fa con uno scopo preciso, per creare vantaggio.

Spesso, in maniera un po’ nostalgica, si dibatte sull’assenza di talenti funambolici in un calcio ormai destinato ai soli super atleti. Eppure, nel calcio data-driven di oggi, dove ogni situazione è analizzabile e misurabile, un po’ come succede da molto tempo nel basket, ha assunto un ruolo fondamentale la capacità di reagire alle variazioni che l’avversario produce ed alle contromosse tecnico-tattiche studiate dai vari allenatori. E non c’è contromossa più efficace ed efficiente del dribbling, una singola giocata finalizzata a scardinare la pressione, creando superiorità numerica per penetrare nella scatola difensiva avversaria. Un’arte antica e al tempo stesso moderna del calcio, nella quale Edon Zhegrova è maestro.

In questa prima metà di stagione, il kosovaro si è imposto come uno dei leader tecnici del Lille che cerca la qualificazione alla prossima Champions League, come sottolineano anche i suoi numeri: fino ad oggi, Zhegrova ha realizzato un gol e 4 assist in Ligue 1, un gol e un assist in Conference League ed un gol in Coupe de France.

Viene utilizzato come arma da uno contro uno (un po’ come Xavi cercava di utilizzare Dembelé al Barcellona) da Fonseca, che cerca di non portare troppi uomini sul versante destro per lasciare spazio al mortifero mancino. I numeri gli stanno dando ragione: secondo lo score di Soccerment, Zhegrova si trova nella fascia top 4% della Ligue 1 per assist non da calcio piazzato e pericoli generati in conduzione, con il 55% di dribbling completati, e risultando top 16% del campionato per Expected Goals e top 11% per situazioni pericolose generate dai propri passaggi.

Poesia in movimento: Zhegrova tenta un dribbling secco con l’esterno nel match contro il PSG

 

Big in Lille

Zhegrova ha già scritto il proprio nome nella storia del calcio europeo avendo realizzato, al minuto 96 su rigore in Conference League, l’ultimo gol della storia delle fasi a girone delle coppe europee che, come noto, dalla prossima stagione cambieranno format. L’augurio dei tifosi dei Les Dogues è che Zhegrova possa scrivere il proprio nome anche in quella del Lille, che solo due stagioni fa vinceva il quarto titolo nazionale della propria storia e che quest’anno proverà ad aggiungere il primo importante alloro europeo alla propria bacheca, avara di soddisfazioni in ambito continentale, seppur con l’eccezione della Coppa Intertoto del 2005.

Il tutto grazie al contributo di questo giocatore che, a 24 anni, è pronto a continuare il suo volo e ad essere il prossimo prodotto uscito dal Pierre Mauroy ad approdare ai vertici del calcio europeo.

https://youtu.be/Epk5jKfSbek?si=s5q-0eU39iXgGmgu


 

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